Taranto: si dimette il presidente Blasi

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“Vado via, non sono più il presidente del Taranto”. Dalle parole ai fatti, Gigi Blasi non perde tempo: a due anni dall´inizio di un´avventura tortuosa, ma pregna di risultati, l´imprenditore di Manduria getta la spugna. Decide di abbandonare quella creatura che troppe volte ha difeso da chi ha sostenuto di amarla solo a parole. Gigi Blasi se ne va, lo fa attraverso una conferenza stampa che ha l´aria di non essere una provocazione. Perchè se solo quindici giorni fa aveva preannunciato lo sciopero della fame pur di riottenere l´energia elettrica allo “Iacovone”, le sensazioni di oggi sono completamente differenti. Anzi, il presidente, o meglio l´ex presidente va giù piuttosto duro: “Dopo aver constato che i ripetuti appelli alla non violenza sono caduti nel vuoto, non mi rimane che rassegnare le dimissioni. Questo calcio, certi tifosi non mi appartengono”.
E cosa succederà adesso? “Dal momento che sono una persona di parola, andrò avanti fino alla fine del campionato solo per mantenere gli impegni assunti con tutti i tesserati e i vari sponsor. Alla fine del campionato, indipendentemente dall´esito, lascerò la squadra laddove l´avevo trovata: senza un padrone, senza un soldo e ultima in C2”.
Blasi torna sugli episodi di violenza del “Simonetta-Lamberti” condannando anche l´atteggiamento delle forze dell´ordine: “A mio avviso il servizio d´ordine è stato gestito in maniera pessima. Al di là degli incidenti verificatesi all´esterno dello stadio, che condanno fermamente, un questore o un vice questore, che indipendentemente dalla loro integrità morale possono anche essere dei tifosi, non devono avere il potere di interrompere una partita che in campo e sugli spalti era stata, fino a quando si è giocato, correttissima. E´ chiaro, poi, che certi atteggiamenti non fanno altro che accrescere una tensione già alle stelle. Le leggi devono essere stilate con criterio altrimenti è facile pilotare certe situazioni”.
La violenza continua a tenere banco: “Andrò avanti fino alla fine, come ho detto, ma è bene si sappia che al minimo accenno di violenza ritirerò la squadra dal campionato. Adesso chi vuole davvero bene al Taranto deve dimostrarlo con i fatti…”.
Non si poteva non tornare sulla questione maglietta: “Evidentemente, io che non sono di Taranto non posso essere tifoso se mi permetto di far scendere in campo la squadra con la maglia verde. Nella passata stagione, però, quando siamo scesi in campo con la divisa arancione nessuno ha detto nulla. Non capisco una cosa: perchè i tifosi della Juventus non si ribellano quando i loro beniamini scendono in campo con la casacca rossa? E poi c´è una curiosità: le stesse persone che ieri mi hanno condannato per quella scelta, oggi mi hanno inviato un fax in cui mi invitavano a non mollare… (risatina ironica, ndr)”.
La chiusura sa tanto di rottura tra il club di via Umbria e il resto della città: “Da questo momento in poi – chiude Blasi -, la società tutta, dal primo all´ultimo dei tesserati, è in silenzio stampa a tempo indeterminato: il primo che aprirà bocca con qualche giornalista verrà immediatamente allontanato…”.
Fonte: www.blunote.it

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