SORA: Capuano, ´La salvezza? Io ci credo´

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Eziolino Capuano (nella foto) non pone limiti alla provvidenza: quella che soltanto qualche mese fa appariva una missione impossibile, oggi ha il sapore dell´impresa. Dopo le delusioni di Taranto e Nocera, il tecnico salernitano era a caccia di soddisfazioni: per tornare a essere protagonista e, soprattutto, per dimostrare che la gente si sbagliava sul suo conto.
Il Sora degli ultimi tempi ha preso a galoppare per abbandonare definitivamente le zone calde di una classifica che muta domenica dopo domenica.
Contro il Foggia, quattro mesi fa, cominciò la sua avventura sulla panchina sorana ereditando da Lello Sciannimanico una situazione ai limiti del disastro. Un girone dopo, Capuano ha voglia di stupire, senza tanti effetti speciali, perchè la vera forza della sua squadra è il gruppo. Della serie: l´unione fa la forza…
“Quando per la prima volta mi sono trovato nelle vesti di nuovo allenatore del Sora avevo un solo obiettivo: salvare questa squadra senza passare per i play-out. Se dovessi riuscirci, per me sarà come aver vinto un campionato”.
Calendario alla mano, però, la situazione si prospetta poco serena: dopo il match dello “Zaccheria” sotto con Samb, Taranto, Acireale e Giulianova, due formazioni di vertice e due formazioni con l´acqua alla gola. “In C, come in A o in B – prosegue Capuano -, non ti regalano niente. Sapevamo dall´inizio che avremmo dovuto giocarcela in ogni istante. Ci proveremo, è sicuro, anche se si presenteranno ostacoli che potrebbero apparire inormontabili. Come il numero notevole di calci di rigore che ci hanno fischiato contro: undici in tutto, di cui cinque nelle ultime sei gare. Non voglio alludere, ma subire tutti quei penalty in una stagione rappresenta un record mondiale, da guinnes dei primati”.
“Ma lo spirito di gruppo – conclude Capuano – che anima i miei ragazzi fa ben sperare: io sono fermamente convinto che possiamo farcela. Il Foggia? Una squadra che gioca bene, a volte anche a memoria, per fermarla dovremo raddoppiare le nostre forze”.

Luca Pierri

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