Sarà un piacere rivederlo e batterlo

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Prima che arrivasse Lui, per Sergio Ercolano il calcio era fatica, sudore e campi polverosi sui quali scalciare con gli avversari, per conquistarsi gol, considerazione e soprattutto ingaggi meno irrisori di quelli degli anni precedenti. Dopo di Lui, la vita è cambiata. Al calcio con la D maiuscola dei dilettanti, il centravanti tutto muscoli e grinta, che un tempo rincorreva palloni e sogni sui campi sperduti del meridione, ha sostituito quello da copertina dei professionisti. Prima la C2, che poi molto diversa dai dilettanti, per appeal e qualità di gioco, proprio non è. Poi la C1, che è l’anticamera della B e, dunque, del calcio a cinque stelle. Lui è Salvatore Campilongo. Il tecnico che col 4-3-3, fatto di corsa, pressing, sponde e tagli, gli ha stravolto un percorso che sembrava quasi obbligato, come una camicia di forza, tenendolo ancorato ad un calcio passionale sì, ma dannatamente anonimo. “Con il mister c’è una reciproca stima – ammette il numero 7 aquilotto – anche perché in due anni abbiamo raggiunto risultati inattesi. Personali e di squadra”. E chi può dargli torto? In meno di 24 mesi, il gigante di Pianura che sognava (e ancora sogna) di indossare la maglia del “suo” Napoli e faceva innamorare gli spigolatori di Sapri, è passato dal gol realizzato alla Scillese (27 novembre 2005), con un tocco quasi dalla linea di fondo, che ancora oggi viene ricordato come uno dei suoi gol più belli, a quello rifilato a Venezia ad Aprea con un’altra piccola magia di destro: un colpo d’interno, che ha lasciato col fiato sospeso i tifosi fino a quando il pallone, appena accarezzato, non ha gonfiato la rete della porta lagunare. “Sono contento per la segnatura – si schermisce Ercole – anche perché mancava dallo scorso campionato, ma quando non serve a portare punti a casa non trasmette molta gioia. Avessimo vinto al “Penzo” oggi saremmo qui a fare altri discorsi e, invece, la classifica resta deficitaria. Dobbiamo lavorare ancora con maggiore impegno e trovare quella continuità che finora è mancata”. Il calendario prova a dare una mano agli aquilotti. Il doppio confronto interno con Foggia e Monza, da disputare nel giro di quattro giorni, sembra essere proprio il trampolino da sfruttare adeguatamente per lasciarsi alle spalle un buon numero di squadre pericolanti. Il quoziente di difficoltà delle due gare, tuttavia, è abbastanza alto. Ercolano ne è consapevole. “Affrontiamo due corazzate, è inutile negarlo, ma possiamo fare pochi calcoli. Occorre vincere e subito. Il primo dispiacere proveremo a darlo al nostro ex allenatore, perché partire col piede giusto in questi casi può essere determinante”. Il conto alla rovescia è già iniziato.

Fonte: L´aquilotto
Fonte: sscavesecalcio.it

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