Ritiro Foggia – Resoconto del 9 agosto

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Con la collaborazione di Piero Colangelo, analizziamo la terza giornata di ritiro dei rossoneri:

Terzo giorno di allenamento e si contano i primi infortunati. Si tratta del difensore centrale Maccarrone ed il giovane Lioce, quest´ultimo in prova. Gli allenamenti sono intensi ed i calciatori in campo non lesinano energie e carica agonistica. E’ questo che richiede il mister affinché venga mantenuta sempre alta la concentrazione in modo da presentarsi nelle migliori condizioni psico-fisiche al clima acceso del campionato. Inevitabile che qualche calciatore possa subire un trauma contusivo perché caduto male o una distorsione per un intervento deciso del compagno. Siamo certi che non si assisterà ad un cambiamento di atteggiamento, specie dopo aver ricevuto la notizia che si giocherà nel girone più infuocato dell’intera categoria, con derby tra paesi distanti pochi chilometri ogni domenica.

Comunque non è tempo di pensare già al campionato, c’è da completare l’allestimento della rosa e soprattutto arrivare alla prima giornata già ben rodati. Il blasone del Foggia caricherà a mille gli avversari che andrà ad incontrare e non è difficile immaginare che ogni partita presenterà insidie di ogni tipo.

Mancini continua il suo programma di preparazione ed ogni giorno si fa avanti sempre più la convinzione che il tecnico abbai programmato nei minimi dettagli la preparazione. Nulla è stato trascurato o lasciato al caso e se è vero che nel calcio vince chi cura i dettagli, non vi è dubbio che anche sotto questo aspetto la squadra sia partita con il piede giusto.
Ogni seduta è sempre diversa dall’altra, nella giornata di ieri si è lavorato duramente anche sotto l’aspetto puramente atletico. Il preparatore atletico Melis ha sottoposto i ragazzi a lavori che migliorano la forza muscolare ma anche l’agilità, il cambio di direzione, la frenata e la ripartenza. Tutti movimenti che i calciatori effettuano continuamente nel corso di una partita di calcio.

Si è lavorato anche sulla tecnica. Mancini ha proposto anche dei “ rondò “ formati da gruppi di 4 giocatori per migliorare nei suoi ragazzi le competenze tecniche individuali riguardanti soprattutto la ricezione (in particolare il controllo orientato) e la trasmissione della palla.
Si è poi passati alle solite partitelle a tema.

Molto interessante il lavoro svolto nel pomeriggio. Dopo la solita fase di riscaldamento, si è passati ad esercitazioni 10>1 (quest’ultimo era il portiere). In trequarti di campo, i calciatori provano a mettere in atto alcuni dei principi di giochi dettati dal tecnico. Si è curata, in particolare, la costruzione dal basso da concludere obbligatoriamente con una verticale alta tendente a raggiungere le punte. Quest’ultime, raccolto il passaggio del compagno, provvedevano a dialogare per arrivare al goal. L’allenatore ha anche preteso che oltre alle due punte attaccassero l’area avversaria anche le due mezzali.

Mancini ha diviso i calciatori in due squadre che alternativamente provvedevano ad eseguire quanto richiesto dal tecnico. Deputati a verticalizzare l’azione il play nelle prime esercitazioni, e successivamente il centrale difensivo. Considerando solo la squadra con casacca gialla, lo sviluppo era demandato al play Salvi e nelle altre esercitazioni al difensore centrale , l’aitante Viscomi, facilmente riconoscibile per il suo look che ricorda molto quello di Mazzeo.
Ultima mezzora dedicata alla partitella 11>11, con i calciatori con la casacca verde che al momento, in attesa che arrivino altri calciatori, potrebbe essere indicata come quella che si avvicina alla formazione titolare.
in attesa che arrivi il portiere titolare, i tre difensori centrali schierati sono stati Anelli, Viscomi ed il giovane Salinas, interessante ragazzo (2000) di proprietà del Cosenza.

Schierati come quinti, Notaristefano (99), acquisito dal Frosinone e messo in campo a piede invertito, che si è fatto apprezzare per alcuni cross e buone iniziative offensive, ed a destra l’altro under Buono (2000).
I centrocampisti centrali erano Cittadino, Salvi e Gentile, mentre hanno giocato nel ruolo di punte centrali Iadaresta e Russo. Si è fatto apprezzare soprattutto il primo per i movimenti da classica prima punta. In particolare sono piaciuti alcuni “veli” per liberare il compagno e la potenza e precisione nel tiro.

Articolo a cura di Piero Colangelo ed Antonio Umbriano

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