Ritiro Foggia – Resoconto del 10 agosto

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Con la collaborazione di Piero Colangelo, analizziamo la quarta giornata di ritiro dei rossoneri:

L’anticiclone africano che da alcuni giorni è stabilmente posizionato su tutta la penisola italiana, non risparmia nemmeno l’alta montagna. Il sole picchia forte anche a Campitello Matese, ma qui non si avverte l’afa, la notte si dorme tranquillamente e ciò permette ai calciatori di recuperare in fretta la fatica. Il posto, tra l’altro, non consente alcun tipo di distrazioni ed il desiderio di riposare prende il sopravvento in tutta la comitiva. Non riposano però i direttori sportivi Ninni Corda e Riccardo Di Bari poiché ogni giorno si assiste all’arrivo di nuovi calciatori che vanno a sostituire una parte di quelli che erano in prova.

Si è visto così in ritiro l’esperto e determinato portiere Ermanno Fumagalli, classe 82, che già dai primi interventi ha dimostrato come abbia poco a che fare con questa categoria.
Nel pomeriggio ha svolto il suo primo allenamento anche Sofiane Ahmed Kadi, classe 97, un calciatore trequartista che può agire anche come seconda punta. Lo scorso anno alla Pro Piacenza ma di proprietà della Salernitana che lo ha ceduto al Foggia con la formula del prestito. Il ragazzo di origine algerine ha subito messo in mostra una discreta proprietà di palleggio e sarà interessante scoprire come potrà essere utilizzato nel modulo 3-5-2.
Tesserato anche Alessandro Patacchini (2000), cresciuto calcisticamente nella primavera del Parma. Nasce come attaccante esterno per poi essere dirottato nel ruolo di play. Si tratta di un calciatore tutto da scoprire e che sarà molto attenzionato nel suo processo di crescita in un ruolo molto delicato.

Infine è giunto in ritiro Di Palma Edoardo, (99). Due campionati in D con Aprilia ed Anzio. Esterno sinistro che si giocherà le canche per un posto in prima squadra con Di Jenno e Notaristefano, anche se quest’ultimo è un destro.
Complice il fine settimana, si sono visti in ritiro alcuni tifosi foggiani. Si spera che nei prossimi giorni, con l’approssimarsi delle ferie ferragostane, possano arrivarne sempre di più, così come è consuetudine da anni. E’ importante che i calciatori sentino l’entusiasmo e la passione di una piazza che vuole a tutti i costi risalire e rientrare quanto prima nel calcio che conta.

In mattinata Mancini ha fatto disputare per la prima volta una partitella in famiglia a campo intero, schierando con la casacca gialla, quella che al momento appare la formazione che gli da maggiore affidamento.
Confermata la scelta di schierare gli under come quinti (Buono e Notaristefano) e nel ruolo di laterale di sinistra di difesa (Salinas) , rimane da definire se il quarto under prenderà il posto di una mezzala o di un attaccante.

Per ora Notaristefano sembra avere più chance rispetto a Di Jenno e lo stesso Francesco Russo (96) in queste primi giorni ha vinto il duello per la conquista di un posto in prima squadra con Gallon (92). Ma tutto è in discussione , se teniamo conto che sono ancora i primi giorni di allenamento e che la rosa non è ancora completata.

Benchè sia tutto ancora in una fase embrionale, la partitella ha fatto capire come questa squadra metterà in campo sempre una grande carica agonistica, ne hanno fatto le spese, Notaristefano e Cittadino usciti anzitempo per leggeri acciacchi, mentre lo stesso Iadaresta ha dovuto abbandonare prima del tempo l’allenamento per una fastidiosa ferita al piede.

Si sono viste alcune giocate provate nei giorni precedenti in allenamento, come la verticalizzazione partita dal difensore centrale, Viscomi, alla ricerca degli attaccanti, e buone trame di gioco dei centrocampisti , Cittadino, Gentile e Salvi che dimostrano, qualora ce ne fosse stato bisogno, di essere calciatori di elevata caratura per questa categoria.
Da rivedere la fase di non possesso, la non perfetta condizione fisica e forse le caratteristiche di molti calciatori più bravi ad offendere che a difendere, ha fatto si che spesso quelli in maglia bianca trovassero spazi invitanti nelle maglie difensive avversarie.

Articolo a cura di Piero Colangelo ed Antonio Umbriano

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