Rischiano da tre a sei mesi gli aggressori di Di Donna

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Rischiano da tre a sei mesi di carcere i due aggressori di Antonio Di Donna, il giornalista malmenato a Manfredonia al termine del derby contro il Foggia di domenica scorsa, valido per il campionato di calcio di serie C1. Si tratta di una pena che potrebbe essere comminata nel caso in cui dovesse andare avanti il procedimento penale, innescato dalla denuncia per lesioni presentata dal giovane cronista di Teleradioerre domenica sera, appena giunto all´ospedale della città sipontina e relativo alle due persone identificate dalla Questura di Manfredonia.
Dunque mezzo anno di reclusione, se non si dovesse considerare la condizionale, visto che uno dei due presunti responsabili è incensurato; l´altro avrebbe a carico piccoli precedenti penali. I due giovani, un muratore di 25 anni e un disoccupato di 34, entrambi di Manfredonia, hanno fatto sapere al dirigente del commissariato sipontino, Antonio Lauriola, di essere intenzionati a chiedere personalmente scusa a Di Donna, che nel frattempo è stato dimesso dal nosocomio San Camillo di Manfredonia ed è tornato a casa. Ed è questa la notizia più bella della giornata di ieri: il giornalista è rientrato dai suoi cari, dopo il trauma cranico subito domenica, con prognosi di sette giorni.
In verità lunedì, vale a dire nelle ore immediatamente successive all´aggressione, avevano preso piede versioni più “morbide” rispetto a quelle inizialmente circolate. In particolare era stata paventata la possibilità che Di Donna potesse non essere stato colpito in maniera volontaria con un calcio in testa dai due aggressori. «Non so chi mi abbia colpito, ricordo solo di aver subito un gran calcio alla testa» ha ribadito Di Donna, che qualche minuto dopo l´episodio più violento aveva perduto conoscenza, prima di riacquisirla all´ospedale sipontino.
Al di là di ogni interpretazione, resta il dato di fatto che (almeno) due persone si sono avvicinate intenzionalmente a Di Donna e l´hanno malmenato. Chiedere scusa farebbe indubbiamente onore ai due aggressori, ma non basta. Ormai, purtroppo, la violenza negli stadi di calcio è diventata una consuetudine e, senza la necessaria fermezza al di là dei singoli episodi, rischia di causare eventi ancora più gravi e persino altre vittime. Come, purtroppo, è già accaduto. E´ vero, a Di Donna poteva andare peggio; solo per mera fortuna non è successo. Ma il giornalista, domenica scorsa, aveva ogni diritto di terminare tranquillamente il suo lavoro e tornare a casa illeso.
Dunque, resta in piedi il rischio addirittura di una pena detentiva per i due aggressori. Intanto ciò che appare pressoché certo è che nei loro confronti sarà adottata la misura del Daspo, il divieto di frequentare le manifestazioni sportive per un periodo che varia da uno a cinque anni. Una procedura che potrebbe avere tempi assai brevi e dipenderà dalla Questura di Foggia.
Fonte: Il Meridiano

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