Qui Bitonto – Pronti al ricorso della sentenza del 31 agosto

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Il Bitonto Calcio non ha alcuna intenzione di arrendersi. Dopo la sentenza emessa dal Tribunale Federale Nazionale nel primo grado di giudizio dello scorso 31 agosto, che sancito una decurtazione di 5 punti al sodalizio neroverde da scontare nell’annata 2019/2020, il patron Rossiello ed il suo staff sono pronti a ricorrere al secondo grado per cercare di alleggerire la pena.

I legali dei leoncelli hanno, a dire il vero, già ottenuto un’importante vittoria: la rimozione della responsabilità diretta della società bitontina nella combine con l’A.Z. Picerno. Il presidente Francesco Rossiello ed il segretario Paolo D’Aucelli, infatti, sono stati prosciolti da tutte le accuse.

Rimane, però, quella oggettiva, perché sette ex tesserati neroverdi sono stati sanzionati dal TFN. Dal capitano Kikko Patierno (1 anno e 8 mesi di squalifica) al collega di reparto Onny Turitto (1 anno), passando per Daniele Fiorentino (1 anno), Gianni Montrone (1 anno e 8 mesi), Nicola De Santis (4 anni di inibizione), Antonio Giulio Picci (1 anno e 8 mesi di squalifica) e Michele Anaclerio (2 anni di squalifica).

Quest’ultimo, secondo quanto emerge dalle indagini, pare sia stato il reale promotore dell’accordo illecito. Tramite alcune intercettazioni, la Guarda di Finanza ha ascoltato le conversazioni che il difensore barese ha effettuato con il compagno di squadra Picci. Secondo quanto riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, i due si sarebbero accordati sul da farsi e poi avrebbero coinvolto i propri colleghi Patierno e Montrone. Anaclerio e Picci, però, non sapevano che il cellulare dell’attaccante ex Brescia fosse già sotto intercettazione a causa di indagini a suo carico portate avanti dal Pm Manganelli: il sospetto degli inquirenti era che l’attacante ex Vigor Trani potesse essere una vittime del giro d’usura.

Col tempo, emergono anche i nomi dei restanti compagni di squadra che hanno partecipato alla combine e, soprattutto, emerge il ruolo di Patierno, che – sempre stando a quanto riportano le indagini – avrebbe presenziato all’appuntamento con l’emissario del Picerno, organizzato per lo scambio del denaro. L’incontro si sarebbe tenuto in un bar sulla statale 98 all’altezza di Modugno, ma il bottino intascato, in realtà, sarà inferiore rispetto ai 25mila euro che sarebbero stati inizialmente concordati.

I calciatori neroverdi, dunque, si dividono il contante secondo quanto pattuito e poi “si raccomandano di stare in silenzio”, scrive la Gazzetta. “Dopo noi stiamo muti su social, su Whatsapp, sui gruppi, muti”, dicevano. Ma la Guardia di Finanza, che ascoltava in tempo reale le conversazioni tra i neroverdi, era già pronta ad intervenire.

Le prove ai danni dei “leoncelli” paiono piuttosto schiaccianti ed è difficile ipotizzare che le accuse a loro carico possano essere ridimensionate. Ciò su cui, tuttavia, farà leva la dirigenza neroverde è proprio l’estraneità ai fatti del proprio patron e del segretario D’Aucelli. L’obiettivo del Bitonto è cercare, in appello, di prorogare la pena inflitta per la stagione sportiva 2019/2020 a quella successiva; in altre parole, i neroverdi sconterebbero la penalizzazione nel prossimo campionato di Serie C. Per farlo, però, sarà necessario chiarire la posizione dell’attuale dg bitontino Nicola De Santis, all’epoca tesserato come calciatore, ma da dicembre entrato a far parte della dirigenza.

La strada del Bitonto continua ad essere in salita, ma non tutto è perduto: un lume di speranza resta ancora, flebilmente, acceso.

Fonte: tuttocalciopuglia.com

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