MATCH ANALYSIS SULLA PARTITA BRINDISI – FOGGIA

0
64

scritto da Piero Colangelo
Match Analyst FIGC, SICS , PANINI
Allenatore UEFA B
Osservatore Scout R.O.I.

C’era molta curiosità da parte dei tifosi per la prima uscita stagionale del Foggia, coincisa con il primo derby di stagione e che ha rappresentato anche l’occasione per saggiare quello che sarà il clima che la squadra rossonera troverà nell’infuocato girone H, occupato quasi esclusivamente da compagini pugliesi e campane.
Il Brindisi sceso in campo al Manuzzi ha presentato molti cambiamenti rispetto alle formazioni sperimentate nelle amichevoli precampionato. Molto più affidabile è apparso il reparto arretrato con l’inserimento al centro del foggiano Iannicello in coppia con Capone, mentre sulla fascia destra è stato schierato l’ex primavera barese Corbier che ha ben impressionato per la discreta padronanza nei fondamentali. Anche in attacco c’è stata una mezza rivoluzione con la presenza dell’insidioso Granado che ha preso il posto dell’indisponibile Montaldi , mentre un altro calciatore esperto della categoria, Sorrentino, ha giocato in sostituzione del giovane Traorè.
In ogni caso il Brindisi ha presentato il classico 4-3-3, con gli esterni alti molto decentrati e lo stesso D’Ancora, il centrocampista con caratteristiche maggiormente offensive, che spesso avanzava sulla linea degli attaccanti per dare supporto alla punta centrale o scivolare sulla fascia sinistra quando l’esterno alto, Ancora, si accentrava.
Mentre in fase difensiva si assisteva al classico rientro di un esterno alto, Sorrentino, sulla linea dei centrocampisti con conseguente passaggio al sistema di gioco 4-4-2.
Nessuna sorpresa tattica per quanto riguarda il Foggia. La squadra rossonera è scesa in campo con l’annunciato 3-5-2, con la sola novità Kadi quale centrocampista centrale di destra al posto dell’indisponibile Cittadino, mentre in porta, per esigenze di regolamento ha giocato il giovanissimo Di Stasi .
Per ciò che si è visto in campo si può sostenere che il Foggia visto a Brindisi abbia espresso un sistema di gioco molto più simile al 5-3-2, con i quinti spesso bloccati in marcatura preventiva (in particolar modo Di Masi che prendeva in consegna la punta esterna Ancora) in fase di possesso.
Nonostante fosse un preliminare di Coppa Italia Dilettanti, la partita ha avuto toni agonistici molto elevati e sotto l’aspetto atletico il Foggia ha mostrato una bona tenuta, nonostante abbia iniziato con notevole ritardo la preparazione e senza aver effettuato alcun incontro amichevole precampionato.
L’atteggiamento è stato quello di una squadra prudente, improntato a non concedere alcuno spazio invitante all’avversario, nemmeno sulle transizioni, e sotto questo aspetto riteniamo che Mancini possa ritenersi abbastanza soddisfatto. Sempre molto corta, la squadra è apparsa attenta ed equilibrata ed anche quando la sfera era nei piedi dei foggiani, spesso restavano in copertura anche 4 calciatori sotto la linea della palla.
Lo sviluppo del gioco è stato quasi sempre improntato sulla verticale alta alla ricerca della spizzata di Iadaresta al fine di imbastire azioni di attacco sulle seconde palle. Come ha affermato lo stesso Mancini, c’è ancora molto da migliorare e da lavorare per mettere a punto soluzioni offensive alternative che consentano alla squadra foggiana di essere meno prevedibile.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui