MATCH ANALYSIS: FOGGIA – NARDO’

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scritto da Piero Colangelo
Match Analyst FIGC, SICS , PANINI
Allenatore UEFA B
Osservatore Scout R.O.I.

Queste partite d’ agosto che precedono il campionato vanno analizzate al di la del risultato in quanto trovano maggior rilievo gli aspetti che riguardano il gioco che la squadra esprime e la condizione atletica.
In ogni caso non deve passare in secondo piano la considerazione che la squadra foggiana ha realizzato un solo goal nelle due partite disputate. E se nella prima gara sono state poche le occasioni create dai satanelli, nella prima interna si è assistito ad un festival delle occasioni sprecate, addebitabili, più che alla sfortuna o all’ abilità del portiere avversario, ad una certa imperizia degli attaccanti. Quando si verificano questi situazioni, i tecnici consumati rispondono alle critiche affermando che si tratta di un falso problema poiché la squadra arriva in ogni caso sotto porta e sarebbero più preoccupati se non venissero create occasioni da goal. In tal senso è apparsa molto onesta la dichiarazione del capitano Gentile che ha, senza mezzi termini, affermato che non si può parlare di prestazione pienamente positiva quando non si è stati in grado di mettere la palla nella rete.
Comunque gli aspetti positivi evidenziatisi nella gara con il Nardo’ non devono passare inosservati. La squadra è scesa in campo largamente rimaneggiata per effetto di infortuni e squalifiche, nonostante ciò sono stati evidenti i progressi sul piano soprattutto dello sviluppo del gioco e di partecipazione di più calciatori alla fase offensiva mentre, nello stesso tempo, si è confermata la già discreta solidità difensiva, frutto anche di uno scaglionamento sempre corto tra i reparti. La squadra è apparsa “corta” anche nel secondo tempo quando ha permesso, per il capitano Gentile solo per un calo mentale, all’avversario di alzare di qualche metro, ma non più di più, il suo baricentro.
Come ampiamente previsto, il Nardò è sceso in campo con il classico 4-3-3. La squadra salentina, a dispetto del modulo, ha però tenuto un atteggiamento molto guardingo, con i due esterni alti che in fase di non possesso restavano costantemente sotto la linea della palla, consentendo così ai due quinti foggiani, Loschiavo e Di Jenno, una partecipazione costante alla fase offensiva. Veniva così garantita la necessaria ampiezza alla squadra. L’azione d’attacco vedeva spesso gli stessi centrocampisti centrali , soprattutto Gentile e Campagna, scivolare sull’esterno per favorire l’azione sulle fasce. Non è stata nemmeno trascurata la zona di rifinitura, con Salatino e lo stesso Iadaresta che spesso fungevano da vertici per il portatore di palla. Si tentava così di legare il gioco e tentare di aprire varchi invitanti nella munitissima difesa nerentina.
Il merito maggiore del Nardò è stato quello di non disunirsi e di fare molta densità nella propria area di rigore, finendo così con il difendersi con apprezzabile ordine. Anche quando gli attacchi del Foggia apparivano tambureggianti, i salentini non hanno mai commesso errori marchiani che potessero mettere in condizione Il Foggia di andare in goal con facilità. In ogni caso, specie nel primo tempo, la quadra amaranto quasi mai è riusciti a ripartite, subendo fortemente l’azione di riaggressione dei rossoneri ed è sembrata in più di un’occasione sul punto di capitolare.
Mancini in conferenza stampa ha. in modo esplicito. richiesto ai suoi calciatori di giocare maggiormente la palla sulle uscite in modo da dare un’alternativa alla verticale lunga e tentare di sviluppare maggiormente il gioco sulle fasce.
Se si considera che la squadra ha iniziato la preparazione con notevole ritardo e che molti calciatori scesi in campo hanno raggiunto i compagni da meno di una settimana è ragionevole pensare che questa squadra ha notevoli margini di miglioramento soprattutto in termini di gioco. Anche se finiti in quarta serie, all’esigente pubblico foggiano, ha fatto piacere constatare che la propria squadra non ha smarrito la ricerca della qualità del gioco pur con interpreti di minore tasso tecnico.

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