La Samb di Pavone: il passato che torna

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Torna Pavone a Foggia, tra emozioni, accordi e disaccordi, torna da avversario.
La dirigenza della Sambenedettese, questa estate, lo ha voluto fortemente per una guida oculata dell’azienda calcio.
Notoriamente, lo stile Pavone è innanzitutto una gestione oculata della società che preveda il non superamento di un determinato budget in termini di ingaggi, durate contrattuali brevi dei calciatori, ma fa riferimento anche ad un ben preciso credo calcistico: la valorizzazione di giovani talenti, la cui eventuale cessione futura garantirebbe l’autofinanziamento della società, la scelta di un allenatore zonista convinto che sia in grado di dare una mentalità di gioco alla squadra, di amalgamare il gruppo instillando concetti di lavoro e gioco di squadra, applicazione schemi e costituzione di un’intelaiatura di gioco a prescindere dai calciatori in campo alla domenica.

Ed ecco la Samb, piena di giovani promettenti dalla diversa esperienza professionistica, un gruppo di ragazzi guidati dal mister Ugolotti, voluto dal ds barlettano per la sua esperienza di lavoro con i giovani, e da alcuni elementi quali Landaida, 30 anni, esperienze nella serie A argentina, in Italia nella cadetteria con Triestina e Venezia, Morante e Desideri.

Giovani talenti stile Pavone, appunto, come i difensori Diagouraga, prodotto del vivaio di bologna e Chievo, con esperienze in c2, Esposito, in prestito dal Lecce, Santoni, Tinazzi, Varriale, cresciuto nel vivaio laziale e con esperienza nella serie C tra le fila di Olbia e Martina, Zammuto, primavera della Juve; giovane anche il centrocampo con Carlini, Della Rocca, Fanelli, ex Foggia, Forò, Giorgino,Iovine, Loviso, con trascorsi in A e B con il Bologna, Tulli, Visone, presenze in C e convocato in under 21 di C, poco esperto anche l’attacco, con Fragiello, Momentè, Olivieri, Simonetta e Tripoli, affiancati da Morante e Desideri, come sopra accennato.

La squadra proviene da 3 giornate in cui ha realizzato 5 goal, totalizzando 7 punti, in totale 9 vittorie, 6 pareggi ed 9 sconfitte, specificatamente, per quel che ci interessa, in trasferta 3 vittorie ed altrettanti pareggi, 6 sconfitte, 15 goal fatti e 23 subite; dunque, in trasferta davvero poco, a parte contro il Giulianova, c’è un buon pareggio con la Juve stabia ed il Teramo, la vittoria a Gallipoli e Manfredonia, per il resto solo sconfitte, si può dire quasi come il Foggia, differente solo perché ha pareggiato 2 volte in più anziché perdere.

Osservando le ultime trasferte, a Manfredonia, S.Marino, Taranto, Gallipoli, Avellino e Ravenna, il mister schiera in difesa Tinazzi,Varriale,Diagouraga,Landaida, a centrocampo Visone, e tre elementi fra Della Rocca, Iovine, Loviso, Carlini, in attacco Morante, appoggiato da una punta tra Fanelli, Fragiello, Olivieri e Momentè.

A Taranto, la partita fu condizionata da episodi, con i padroni di casa ad approfittare degli errori avversari, una costante di questo campionato; sembra che, se impauriti vanno in crisi difensiva, vista la giovane età, però c’è da stare attenti perché cercano di difendere per ripartire veloci e fare male, come a Gallipoli. Infatti, successivamente, il rendimento migliora a S.Marino, dove, per come si sono svolti i 90 minuti, il rammarico per non aver portato a casa l’intera posta in palio è grande, viste le tante occasioni da gol che Morante & C. hanno avuto. Il tecnico Ugolotti afferma ripetutamente l’importanza della compattezza per raggiungere il traguardo salvezza, ed è ottimista perché, a suo dire, si tratto di un gruppo che sta crescendo; compattezza ammirata domenica scorsa a Manfredonia.

Per il Foggia c’è la consapevolezza che se si affronta la gara con grinta e determinazione, cercando di applicare sul campo quanto provato in allenamento, si può tramutare l’entusiasmo dei giovani di Pavone nello sconforto, facendo valere la maggior esperienza e freddezza; questo sia chiaro, sostituendo quegli elementi non affidabili con altri, per dare anche più equilibrio alla squadra, con gente che interdice e gente che costruisce, lasciando gioco forza in panchina, qualche stella del firmamento calcistico di serie C presente in rosa.

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