Lメavversario di turno: Ascoli Picchio

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Scritto da Piero Colangelo
Match Analyst
Osservatore scout

E� risaputo come nel gioco del calcio non sempre vince la squadra in possesso del maggior tasso tecnico, altrimenti il Brasile sarebbe da sempre imbattibile. Nell�evoluzione che ha avuto questo gioco esistono fattori che hanno sempre pi� rilevanza tanto da divenire determinanti per arrivare alla vittoria: si parla soprattutto dell�approccio corretto alla partita e la determinazione e la grinta da mettere in campo. Requisisti che possono colmare gap tecnici anche importanti, basterebbero le sole partite di Champions League ed Europa League di questa settimana delle squadre italiane a testimoniarlo, nel bene e nel male, in modo inequivocabile. Se questo discorso � valido per le migliori squadre del panorama europeo, lo � ancora di pi� nel campionato cadetto dove sono davvero pochi i calciatori che in una squadra possano fare la differenza.
Sottovalutare le qualit� dell�Ascoli, soprattutto in questo momento in cui la squadra dimostra di essere in condizioni fisiche e mentali mai raggiunte nel corso dell�intera stagione, sarebbe un grosso errore di valutazione che potrebbe costare caro ai rossoneri.
La prestazione davvero scadente e senza nerbo in casa propria contro la Salernitana di circa un mese fa a cui fece seguito la sconfitta di misura contro il Venezia, relegarono la squadra all�ultimo posto in classifica e nemmeno il pi� ottimista tifoso della squadra bianconera avrebbe pronosticato che nelle successive quattro partite la sua squadra avrebbe fatto un cammino da squadra di vertice con ben tre vittorie ed un pareggio fuori casa sul difficile campo dello Spezia.
Indubbi meriti vanno ascritti al suo allenatore, Il vecchio irascibile Serse Cosmi deve aver strigliato ben bene la squadra sperimentando scelte anche molto coraggiose, come quella di accantonare il figlio dメarte Ganz (93) e lメestroso ma spesso evanescente ex capitano della primavera della Juventus Clemenza (97), individuando in Monachello (94) e Lores Varella (91) gli attaccanti del suo 1-3-5-2.
Entrambi non sono delle prime punte. In particolare l�ispano-uruguagio Lores Varela ha sempre giocato come trequartista o esterno alto, ma Cosmi (58) lo impiega da punta di movimento che attacca lo spazio e apre varchi ai compagni. Le doti tecniche del ragazzo non sono mai state messe in discussione, quello che � mancato al calciatore per fare il salto di qualit� � la continuit� di rendimento e la individuazione di un ruolo ben definito che esalti le sue caratteristiche. Le ultime partite hanno dato ragione al tecnico perugino ed hanno messo in mostra un Lores Varela convincente che spesso ha creato difficolt� a difese collaudate come quella del Bari e del Carpi. Anche Monachello ha buone doti tecniche ed � bravo soprattutto nel sorprendere sul tempo le linee difensive. Dopo tanto girovagare per i campi di mezza Europa, forse il calciatore ha trovato ad Ascoli la possibilit� di far decollare la sua carriera calcistica che tanti pronosticavano di buon livello.
Sotto l�aspetto tattico la squadra marchigiana � una squadra propositiva in grado di sviluppare un calcio piacevole e non ostruzionistico. Non solo Gigliotti (89), ma anche gli altri due difensori centrali (Mengoni (83) e Padella (88) hanno capacit� di regia e quasi sempre l�inizio delle azioni di attacco li vede protagonisti. Dai loro piedi spesso partono le verticalizzazioni dirette agli attaccanti.
Rispetto all�ex portiere titolare Lanni (90) , garantisce maggiore tranquillit� e sicurezza ad un reparto difensivo di per se abbastanza esperto l�ex Agazzi (84).
In fase di non possesso la squadra si dispone su quattro linee, con i due attaccanti che fanno la prima pressione per poi predisporsi per una eventuale transizione. La linea di difesa si mantiene alta con i 5 difensori in modo da rimane compatta con la linea a tre dei centrocampisti che fanno da primo argine alle azioni avversarie.
Addae (92), Buzzegoli (93) e Martinho (88) o, in alternativa, D�Urso (97) , garantiscono non solo un buon filtro ma, soprattutto gli ultimi tre citati, anche buona qualit� nelle giocate.
Addae con la sua andatura ciondolante e scarso bagaglio tecnico, copre una vasta zona di campo e garantisce fisicit� al reparto, mentre funge da play Buzzegoli, che sembra aver ritrovato quella condizione che aveva consentito al calciatore di essere tra i protagonisti della promozione in A del Benevento.
Martinho � il meno disciplinato dei tre, bravo e pericoloso nelle incursioni, non sempre soddisfa l�allenatore nella scelta delle soluzioni offensive, tant�� che nell�ultima partita gli � stato preferito il giovane ex primavera della Roma D�urso, un centrocampista dalle doti tecniche interessanti, capace di inserirsi con profitto nelle azioni offensive ma che a volte esagera in pericolosi quanto inutili preziosismi.
Se ultimamente la squadra si mantiene corta e molto raramente si espone alle ripartenze avversarie, grande merito va ascritto ai due quinti del centrocampo. Mogos (92) e Pinto (91). Entrambi garantiscono corsa e dinamismo per tutti i novanta minuti.
Peccato che l�ex Monopoli si sia infortunato proprio a ridosso della gara con il Foggia, i tifosi rossoneri ricordano i suoi generosi ma anche pericolosi i cost to cost quando militava nella squadra barese. Lo sostituir� Mignanelli (93), calciatore con maggiori caratteristiche difensive.

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