Il Rimini campione di continuità. Il Foggia diventa più bello e cinico con Morgia

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Il Rimini batte il Chieti e, davanti a 10.000 spettatori in festa, celebra il ritorno in serie cadetta, stravolgendo i pronostici di inizio campionato che designavano il Napoli come facile vincitore del torneo. La concomitante sconfitta esterna dell’Avellino in quel di Ferrara (cinque a uno il risultato finale), permette ai romagnoli di balzare in testa a tutte le graduatorie statistiche. I ragazzi di Acori hanno viaggiato alla media di 2,05 punti a partita, classificandosi primi a pari merito con l’Avellino tra le squadre che hanno conquistato più punti in casa (41 punti) e tra quelle che ne hanno conquistato di più in trasferta (29 punti). Il Rimini vanta il miglior attacco e la miglior difesa del girone, rispettivamente con cinquanta gol segnati e ventitre subiti, ed è la squadra che ha vinto di più (19) e perso di meno (2 volte). La maglia nera del torneo spetta alla Vis Pesaro, retrocessa in C2 e detentrice di molti record negativi, tra i quali quello del minor numero di punti conquistati in casa, delle partite vinte (5 vittorie) e delle sconfitte (19). Il pareggio ottenuto allo Zaccheria contro il Foggia non ha migliorato di certo la situazione. Proprio i rosso – neri, rivitalizzanti dalla cura Morgia, costituiscono assieme al Martina di Trillini, la lieta sorpresa del girone di ritorno. Grazie agli schemi del baffuto tecnico romano, i rosso – neri hanno conquistato quattro punti in più rispetto alla gestione Giannini, con un organico ridotto sia numericamente che qualitativamente rispetto al predecessore, segnando spesso su azione (prerogativa quasi sconosciuta al Foggia di inizio stagione) e valorizzando la coppia gol Mounard – Cellini, capace di realizzare insieme ventitre reti (senza mai calciare rigori) e di classificarsi immediatamente dietro al duo Nassi – Soncin (29 gol, 5 su rigore) del Lanciano ed al binomio Muslimovic Ricchiuti del Rimini (27 gol). Rimangono fuori dal podio la coppia del Martina formata dal brasiliano William Da Silva e dal fantasista Cardascio (21 reti) ed il tandem offensivo Ghirardello – Millesi dell’Avellino (giunto a quota 20 gol). In zona play off si accomodano Avellino, Napoli, Sambenedettese e Reggiana. I marchigiani hanno conquistato l’accesso agli spareggi proprio nello scontro diretto di domenica scorsa, giocato all’Euganeo di Padova, dove si sono imposti grazie ad una doppietta di Martini. Per la Reggiana è bastato un pareggio per due a due sul terreno del Lanciano, mentre il Napoli ha confermato le sue capacità di rimonta e la sua cinicità nel match contro il Giulianova, dove prima è passato in svantaggio poi ha recuperato e vinto sotto la spinta del solito Pià. In coda registriamo le vittorie della Fermana e del Sora, rispettivamente contro il Benevento ed il Cittadella, inutili sotto il profilo della classifica ma salutari in vista dei play out. Chiude con una vittoria contro il Teramo (funestato da problemi societari e tecnici) anche il Martina, capace di passare dall’ultima alla dodicesima posizione grazie al lavoro svolto dal tecnico Trillini e ai gol del bomber Da Silva. Chiudiamo con gli ultimi cenni statistici. E’ stato indubbiamente un campionato equilibrato, in cui tutto si è deciso solo nell´ultima giornata ed i numeri lo testimoniano, con 110 pareggi in 306 gare, dei quali la metà per zero a zero, l’ “x” è il risultato più frequente. La differenza l’hanno fatta le squadre che hanno perso di meno conservando la continuità di risultati. La serie utile più lunga è proprio del Rimini (22 gare), seguito dall’Avellino e dalla Reggiana con 12, tutte squadre che occupano i piani alti della classifica.

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