Il Ravenna sulla strada di Cuoghi

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Eccola qui la partita che tutti aspettavano ma che nessuno immaginava tra due squadre rincorrenti l’Avellino, e soprattutto a porte chiuse dopo le note vicende.
Doveva essere, almeno così sembrava, la partita per aggiudicare il titolo di “campione d’inverno” ed invece è successo che il Foggia ha subito due sconfitte inaspettate ed il Ravenna ben tre, costringendo le due squadre ad interrogarsi sulle possibili cause, nel più breve tempo possibile; il Ravenna domenica scorsa ha interrotto, almeno per il momento, il periodo di crisi ed ora tocca al Foggia rispondere all’appello.
La squadra romagnola, come dicevamo, domenica ha battuto il Teramo dopo le tre sconfitte consecutive con Perugia, Gallipoli e Juvestabia, viaggiando, da cinque turni a questa parte, ad una media di un goal realizzato a partita; i numeri indicano 10 vittorie, una in meno della capolista, 4 vittorie in trasferta come l’Avellino, collezionando però anche 3 sconfitte, 27 goal fatti e 18 subiti, in trasferta rispettivamente 11 e 10.
La squadra del tecnico Pagliari si schiera secondo il canonico 4-4-2, formato dal portiere Capecchi, dai quattro difensori Dei, Gorini, Serafini e Fasano, con l’inserimento in alcune circostanze di Anzalone e Nicoletto, dal centrocampo costituito da Calzi, Sciaccaluga, Aloe e Pizzolla, per concludere con il duo in prima linea Succi-Chianese; finora è andata a rete con 8 giocatori diversi, quali Chianese, Fasano, Gorini, Pizzola, Succi, Sciaccaluga, Volpe, Aloe.
Dunque, è bene che si torni alle buone prestazioni che hanno regalato 13 risultati utili consecutivi al Foggia, con la solidità dimostrata e le buone individualità offensive che per molti sembrano essere le uniche armi di mister Cuoghi, etichettato come fortunato e non capace di dare un gioco.
I movimenti in campo dei giocatori sono dettati solo dagli schemi o forse anche dalle doti tecnico-tattiche degli stessi protagonisti? Il gioco è frutto solo di movimenti preconfezionati oppure può essere creato da movimenti dettati dal tecnico ma lasciati alla pura intuizione dei singoli, ove mai siano in grado di realizzare? È l’atteggiamento che fa da spartiacque tra il gioco ed il non gioco…
Se volete discutetene sul muro rossonero.

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