Dicono di noi… Foggia, è crisi?

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Si può dichiarare lo stato di crisi di una squadra dopo appena quattro giornate di campionato? Vale a dire quando le ostilità sono iniziate da appena un mese?

Certo che si può, al di là di bieche dietrologie, quando si parla di un Foggia che era stato costruito per vincere. Non certo per stazionare nelle posizioni di rincalzo della classifica. Addirittura dietro alla Pro Sesto che ha vinto nettamente l’odierno confronto al Breda. E che non è di sicuro un fulmine di guerra.

La doppietta di Maah nella ripresa ha steso un Foggia a corto di gioco, di idee e di ossigeno. Le scuse generali in sala stampa, da Campilongo a Di Bari, da Ignoffo a Del Core, la dicono lunga sulla rabbia espressa dai mille tifosi presenti a Sesto San Giovanni. Che si erano preparati a sostenere una super squadra e, invece, si sono trovati davanti a un complesso annichilito da un avversario apparso assai più tonico di quanto non sia. Ovviamente per demerito dei rossoneri.

Mancavano Arno e Mora in difesa. Era assente Mounard. Del Core è potuto entrare solo nella ripresa per acciacchi accusati nel corso della settimana. Si, il Foggia era rimaneggiato. Ma il suo rimane un organico di grande spessore. Plasmati, D’Amico e Biancone c’erano. Anche se non si sono visti granchè.

Il fatto è che il Foggia, esattamente come nello scorso campionato, sconta l’assenza di un finalizzatore. Di quell’attaccante da quindici gol a campionato senza il quale un torneo non si riesce a vincere. E che finora la dirigenza non è risuscita a trovare.

Si dirà che Plasmati e Del Core sono stati presi proprio per questo. E forse, anzi sicuramente, hanno bisogno di tempo per carburare. Siamo d’accordo fino a un certo punto. Un fuoriclasse lo è da subito. Non è una bomba a tempo. Anche se speriamo, per i tifosi foggiani, di essere smentiti in futuro dai fatti. Una cosa è sicura. Là davanti un tal Salgado, oggi, si sarebbe fatto vedere alla grande. E avrebbe messo in difficoltà una difesa non certo superlativa come quella della Pro Sesto.

Per Campilongo mala tempora currunt. Per lui si preannuncia un rientro burrascoso a Foggia. La gente è avida di punti e di risultati. E questi stentano a venire. Il pareggio in casa con il Legnano nella gara d’esordio. Il brutto scivolone a Sassuolo (una capolista che va come un treno e che ora vola con cinque lunghezze di vantaggio sui dauni), la stentata vittoria di domenica allo Zaccheria con il Lecco. Oggi la sconfitta al Breda con la Pro Sesto.

Qualcosa non torna. I rossoneri non hanno incontrato squadroni, salvo i neroverdi di Allegri. Eppure non riesco a decollare, né sul piano del gioco né su quello dei risultati. In un girone pieno di corazzate, questo non è sicuramente un buon auspicio.

fonte: www.calciopress.net

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