Dal Forno:”Arbitri di C a scuola da Collina”

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Giusto tre mesi fa Cesare Gussoni ufficializzava la nomina (scontata) di Pierluigi Collina a capo della Can di A e B e quella (a sorpresa) di Giancarlo Dal Forno alla Can di C. Da allora il dirigente d´azienda friulano, che andrà in pensione a breve per dedicarsi a tempo pieno al suo nuovo incarico, sta portando avanti un compito molto delicato: stare al passo con le innovazioni introdotte da Collina e gestire 270 persone tra arbitri e assistenti. «Si cerca di dare a tutti le stesse possibilità. Poi come in ogni gruppo c´è chi apprende prima».

Da ieri siete in raduno. Con un ospite particolare.
«Sì, Collina ha tenuto una lezione. Abbiamo deciso di ridurre le distanze proprio perché il nostro lavoro cammina in parallelo. Non dimentichiamoci che i futuri arbitri della A si formano in C».

C´è così tanta differenza tra queste categorie?
«Dal punto di vista tecnico molte partite di B e C sono davvero sullo stesso livello. Quello che conta è, però, l´esperienza che un arbitro accumula nel corso delle stagioni. Solo i migliori alla fine potranno andare avanti».

Che cosa chiede ai suoi arbitri?
«Non basta conoscere il regolamento, ma devono essere bravi in pochi minuti a leggere le situazioni tattiche che possono portare a delle situazioni difficili. In A gli arbitri studiano le squadre con i filmati, da noi non c´è questa possibilità, ma durante le prime fasi della gara si possono intuire molto cose. Poi c´è l´aspetto della personalità: ci sono piazze dove la pressione è molto alta. Saper prendere decisioni scomode è un segnale importante di maturità».

Punti deboli?
«L´errore arbitrale ci sarà sempre. Bisogna cercare di limare il più possibile questa percentuale. Le trattenute in area, ad esempio, continuano a creare problemi. L´arbitro deve fare di tutto per essere nella posizione migliore per vederle. Un discorso simile vale per gli assistenti: il fuorigioco lo puoi veder solo se hai un allineamento perfetto».

I suoi dettami sono molto simili a quelli di Collina…
«Lui ha tracciato una via importante e da parte nostra sarebbe sciocco non seguirla. La sinergia è indispensabile. Per questa ragione al prossimo raduno della Can di A e B parteciperà anche un gruppo di arbitri della C che a rotazione avrà la possibilità di frequentare i corsi dei loro colleghi più famosi».

Dopo tre mesi il bilancio è positivo?
«Siamo solo all´inizio, ma sono ottimista. I 30 arbitri provenienti dai dilettanti hanno tutti diretto almeno tre gare in C2. E credo che entro Natale i più meritevoli esordiranno anche in C1. Se sarò riconfermato? Per ora mi preoccupa di più la prossima giornata di campionato».

Fonte: Gazzetta dello sport

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