Cavese, rientro a mani vuote dalla laguna

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Ancora una sconfitta per la Cavese, la quarta in nove gare.
Sembrava che i tre punti conquistati domenica scorsa contro il Sassuolo fossero sintomatici della riscossa metelliana dopo un avvio di stagione a dir poco stentato ma nella delicata trasferta in terra lagunare la squadra di Ammazzalorso non bissa l’impresa di sette giorni fa, lasciandosi sfuggire al fotofinish un successo che sembrava già raggiunto.
E’ un gol siglato nell’ultimo giro d’orologio da Oscar Brevi a regalare la vittoria al Venezia di Fulvio D’Adderio che si conferma quindi l’allenatore ‘bestia nera’ degli aquilotti, eliminati dai play-off dello scorso anno proprio per mano del tecnico molisano, allora al timone del Foggia.
Una gara, quella del Penzo, dominata per un tempo e mezzo dal team campano, abile a costruire diverse azioni da gol, un po’ meno a concretizzarle: prima Ercolano (traversa), poi De Giorgio (salvataggio sulla linea di Pesoli) sfiorano il vantaggio. Anche i numeri testimoniano la supremazia degli ospiti che gestiscono meglio il possesso palla, collezionando 15 tiri dalla bandierina e costringendo i padroni di casa alle ripartenze. Il meritato vantaggio arriva al 65’ con Ercolano (nella foto tratta da www.sscavesecalcio.it), lesto ad approfittare di una disattenzione della retroguardia lagunare ed a siglare il suo primo centro stagionale. D’Adderio cerca di dare la sveglia ai suoi, inserendo Poggi e Filippini al posto di Mei e Antenucci ma dopo il palo colpito da Gennari al 70’ , la partita sembra avviarsi verso l’epilogo favorevole ai metelliani, bravi a contenere le folate offensive della compagine veneta.
Ma mai abbassare troppo la guardia.
Nel giro di tre minuti, infatti, il Venezia ribalta il risultato, pareggiando all’87’ con una rocambolesca rete di Gennari e raddoppiando al 90’ con una zuccata di Oscar Brevi (ex Torino), puntuale in area sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
E’ una brutta battuta d’arresto per la Cavese che, a dispetto del bel gioco e delle numerose occasioni da gol, torna da Venezia a mani vuote. La classifica è impietosa: 7 punti, terz’ultimo posto in classifica e zona play-off sempre più lontana.
Il campionato è ancora lungo ma a questa squadra sembra mancare la continuità, elemento essenziale per raggiungere una salvezza tranquilla, tanto più per covare sogni di gloria. Occorre una stabilità psicologica che oggi latita.
Domenica prossima al Lamberti arriva il Foggia degli “ex”: Campilongo in primis, D’Amico e Arno, uomini che hanno scritto le pagine più belle della storia recente del club campano.
La tensione è già alta a causa di alcuni scambi di battute al veleno tra Fariello, patron degli aquilotti, e l’ex tecnico Campilongo: si profila una settimana infuocata.

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