Castelli e la “saudade” della Sardegna, tra Yascin ed i cani fonnesi

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Nel calcio è un luogo comune dire che i brasiliani soffrano della cosiddetta “saudade”, quella nostalgia legata alla propria terra natia così diversa e così lontana dal luogo in cui per lavoro sono costretti a vivere. A questa regola del cuore non sfugge il portiere del Foggia Antonio Castelli, Sardo della provincia di Sassari e profondo amante della sua terra. “Mi manca tanto la Sardegna, i miei amici, l´ ambiente che definirei unico. A Foggia hanno appena riaperto l´aereoporto ma non hanno ancora istituito un volo diretto per la Sardegna – sorride Castelli, mentre sorseggia un caffè caldo-, ci vorrebbe proprio. Sono un tifoso del Cagliari, nonostante sia nato in provincia di Sassari, squadra notoriamente rivale, ma sostenuta solo dagli abitanti della città. Nelle zone limitrofe, così come in tutta la regione, il Cagliari è considerato come la nazionale della Sardegna ed ogni volta che si sposta in provincia è una festa”. Questa passione verso la terra di origine traspare anche durante il tempo libero, che Antonio trascorre così:”Leggo molti libri sulla storia le tradizioni e gli usi della mia terra, ma mi appassionano molto anche quelli sugli indiani d´America e quelli sul mito di Lev Yascin, l´unico portiere vincitore del pallone d´oro. E´ guardando filmati d´epoca e leggendo testi su di lui che sono cresciuto come portiere. La mia vera passione, però, sono i cani fonnesi. E´ una razza particolare, tipica della tradizione sarda, con alle spalle almeno duemila anni di storia. Ne avevo uno a cui ero molto affezionato ma purtroppo è morto proprio un anno fa. Probabilmente ne prenderò un altro ma non ora, lascerò passare ancora un pò di tempo”. Assodato l´amore per la Sardegna, Castelli elogia anche Foggia, a suo dire una delle città in cui si è trovato meglio. “Dopo Cagliari è sicuramente la città più bella in cui ho vissuto. Mi trovo bene perchè tutto è raggiungibile anche a piedi, un dato fantastico per uno come me che non ha la macchina. Prima di firmare per il Foggia ho parlato con Filippi. E´ stato lui a spingermi dicendo che questa era una grande piazza, molto legata alla sua squadra di calcio”. Le note positive provenienti dalla vita privata si rispecchiano anche nello spogliatoio, dove il portiere rossonero vede grande armonia:”E´ un gruppo formato da tante brave persone con le quali mi trovo molto bene. Vado d´accordo e scherzo con tutti. Il più simpatico è sicuramente Zaccanti -dice indicando il compagno, fermatosi accanto a lui per ascoltare l´intervista-, mentre il più serio sicuramente è Giordano”. Un´inversione di tendenza rispetto al resto del gruppo che vede in Giovanni Ignoffo il più tranquillo. “Non fatevi ingannare dalle apparenze -scherza Antonio-, Giovanni è a suo modo anche lui un personaggio a cui piace scherzare”. Il numero dodici del Foggia, come si evince dall´intervista, è combattuto tra il calcio e le proprie origini:”Se non avessi fatto il calciatore probabilmente mi sarei preso un gregge oppure avrei aperto un allevamento di cani fonnesi”.

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