L’AVVERSARIO DI TURNO : FIDELIS ANDRIA

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Dopo aver vinto per con il Brindisi tra le mura amiche e con l’Agropoli fuori casa, nell’ambiente della Fidelis Andria si era ingenerato un clima di eccessiva euforia che aveva di gran lunga elevato le aspettative per quanto riguarda gli obiettivi della squadra in questo campionato, inizialmente orientati al raggiungimento di una tranquilla salvezza. Tale euforia ha finito probabilmente per contagiare ed, allo stesso tempo, danneggiare, la stessa squadra che ha così conosciuto un periodo poco felice non solo in termini di risultati ma anche d’involuzione del proprio gioco. Le successive sconfitte, in casa con il Grumentum ed il Nardò ed in trasferta con il Fasano, hanno creato un effetto fortemente negativo non solo sulla tifoseria ma anche in seno alla società che non ci ha pensato due volte nel chiudere il rapporto con il bravo Favarin, sostituendolo con Raimondo Catalano, conosciuto nell’ambiente foggiano per aver allenato nella stagione 2016/17 il Manfredonia.

Il cambio dell’allenatore non ha determinato nemmeno quella scossa psicologica che a volte permette alle quadre in crisi di risultati di vincere le partite. Con il Gravina è arrivata la quarta sconfitta consecutiva, frutto di un primo tempo incolore della squadra andriese a cui non è bastato un finale arrembante alla ricerca di quella rete che avrebbe ridato un po’ di entusiasmo ad una piazza apparsa avvilita e soprattutto infuriata perché vede sempre di più allontanarsi l’obiettivo di un ritorno in serie C.

Il mister Catalano, sin dai primi giorni del suo insediamento, ha provato a svoltare pagina, stravolgendo sia l’impianto di gioco che l’atteggiamento della squadra.

La Fidelis ha sfidato il Gravina senza timori reverenziali provando ad imporre il proprio gioco. Non sono tante le squadre che si concedono il lusso, non solo in serie D, di schierarsi con tre attaccanti di ruolo come Palazzo, Cristaldi e Banegas. Ciò che si è visto in campo però non rispecchia le apprezzabili intenzioni dell’allenatore. La squadra ha creato poco, se si eccettua il forcing finale alla disperata ricerca del pareggio, e si è esposta pericolosamente al contropiede avversario.

E’ da supporre che l’allenatore anche contro il Foggia non rinuncerà al suo credo tattico anche se presumibilmente provvederà ad effettuare qualche cambio, poiché alcuni calciatori schierati contro il Gravina sono apparsi davvero poca cosa, come l’esterno basso Massa e l’ex primavera foggiano Nannola.

Ci sono pertanto tutte le premesse per assistere ad un match combattuto e spettacolare vista la propensione di entrambe le squadre a non ricercare un calcio speculativo.

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