TEAM ANALYSIS : PESCARA

scritto da Piero Colangelo

ALLENATORE UEFA B
Match Analyst SICS
Osservatore Scout R.O.I.

Si sa che nel calcio l’errore più grosso che una squadra possa fare è quello di sottovalutare l’avversario. Benchè il Pescara sia in crisi di risultati e soprattutto non riesce, dopo la ripresa del campionato, a segnare con continuità (solo una rete messa a segno nelle ultime 3 partite), tutto ciò non deve far pensare che allo Zaccheria scenderà una quadra involuta ed ancora stordita per i cinque goal subiti in casa ad opera del Brescia solo una settimana fa.
Chi ha visionato proprio quest’ultima partita avrà senz’altro verificato come la squadra abruzzese, sino al trentesimo del primo tempo, abbia disputato una buona prestazione creando un numero di occasioni pericolose superiori al quelle dei lombardi, andati in goal prima su rigore per un gratuito fallo di Kanoutè e poi su punizione. Quando si regalano due goal al Brescia diventa davvero difficile rientrare in partita e non poteva bastare un secondo tempo ben giocato per recuperare il gap dei tre goal subiti nella prima parte della gara.
Non vi è dubbio, comunque, che la squadra, rispetto alla prima fase del campionato, abbia perso brillantezza e compattezza. I giovani, in particolare Antonucci, Capone e Del Sole, non stanno evidenziando quelle qualità che hanno portato gli stessi ad essere definiti tra i giovani più promettenti del panorama calcistico nazionale e lo stesso Mancuso appare spesso troppo isolato in avanti per creare situazioni pericolose.
Sono queste alcune delle ragioni per le quali il sistema di gioco proposto da Pillon da inizio campionato: 1-4-3-3 specie nelle ultime partite ha mostrato alcune crepe.
In particolare, le due linee difensive, spesso non sono state sufficientemente compatte lasciando molto spazio tra la metà campo e la propria area di rigore. Ciò ha consentito a quelle squadre che portano giocatori in detta zona di campo di trovare soluzioni offensive efficaci.
La difesa adotta una marcatura ad “uomo nella zona” e, non essendoci stata in più di una occasione l’aiuto dei centrocampisti nel ricomporre la linea, questa è risultata poco compatta. Senza contare che una difesa a quattro non prevede la presenza di un quinto in zona debole.
La fase offensiva è apparsa molto efficace quando l’azione si sviluppa sulla catena di destra, dove Balzano supporta ottimamente le iniziative di Marras, sovrapponendosi a quest’ultimo e accompagnandone con continuità l’azione.
Pericolosi sono apparsi soprattutto i traversoni che partono dalla fascia destra che però a volte non trovano giocatori pronti a ribattere a rete. Il solo Mancuso non può bastare poiché scarsi sono gli inserimenti dei centrocampisti e poco propensi ad attaccare la porta si sino dimostrati gli esterni sinistri che si sono alternati sulla fascia sinistra.
Pillon, come ha confidato in conferenza stampa, sta meditando un cambio di modulo che permetta alla punta milanese di poter dialogare in fase d’attacco con un calciatore con caratteristiche maggiormente offensive quale è Monachello e, nello stesso tempo, infoltire la zona centrale con un centrocampista con funzioni di trequartista come Meligoni al posto di un esterno alto. Non è improbabile quindi che Pillon schieri a Foggia, in alternativa al consueto 1-4-3-3, un centrocampo a rombo, con Brugman vertice basso e Meligoni alto, coadiuvati da due mezzali: Kanoutè o Bruno e Memushaj. Mentre più avanzati agirebbero le due punte Monachello e Mancuso.
Non sembrano preoccupare più di tanto le assenze per squalifica di Gravillon e Del Grosso, i vari Perrotta e Campagnaro e Ciofani sono ottime alternative. Senza contare che il reparto è completato da calciatori di sicuro affidamento come l’altro centrale Scognamiglio , il portiere Fiorillo e l’ esterno Balzano .
Nella partita con il Brescia non ha affatto convinto Kanoutè, autore di alcune giocate troppo approssimative, non è da escludere che Pillon possa affidarsi all’anziano Bruno di cui i tifosi foggiani hanno un brutto ricordo per aver segnato un goal nella gara di andata con il Livorno quando vestiva ancora la casacca amaranto.
Monachello a Pescara sinora non ha ripetuto le belle prestazioni dello scorso campionato con l’Ascoli, tanto che era stato messo sul mercato di gennaio, ma Pillon è intenzionato a dargli ulteriori chances inserendolo titolare contro il Foggia.








Piero Colangelo