Agnelli: “Foggia merita di più. Grassadonia non si discute. Servono cuore e coesione”

Ecco le parole di Agnelli nella conferenza stampa odierna:

“Mi piacerebbe venire in conferenza anche nei momenti positivi, ma è giusto così. Ci metto la faccia come ce l’hanno messa i miei compagni. Il momento è questo e dobbiamo viverlo cercando di uscire ed alzare il nostro standard, ritrovando la vittoria il prima possibile.

I confronti con la società sono all’ordine del giorno e finché ci sono è positivo. Ci confrontiamo anche con la città, accettando le critiche che poi cerchiamo di trasformare in cose positive. A volte Foggia si presenta in maniera tosta e forte, ma bisogna trasformare tutto in stimolo per uscirne quanto prima.

Siamo consapevoli che la classifica sia questa pur avendo recuperato 8 punti di penalizzazione. C’è uno scontro diretto importantissimo domenica e lo sappiamo. Dobbiamo cambiare registro ma senza stravolgere e fare salti mortali, ma aggiungere una spinta che ci possa permettere di fare quel qualcosa in più. Secondo me lunedì abbiamo fatto una partita, e l’ho vista da su perché ero squalificato, che non era male, ma sono mancate alcune situazioni. Ci sono stati degli episodi che hanno scatenato tante critiche e debolezze nella nostra testa. Ho litigato in tribuna perché c’erano alcune persone che speravano che subissimo goal. Credo che questa sia follia. È un momento importante in cui abbiamo bisogno di vicinanza e coesione.

Rispetto all’anno scorso non ci sono gli stessi presupposti, perché sono cambiate alcune persone e si deve sempre cambiare qualcosa.

Cosa manca non saprei dirlo. Forse Foggia va vissuta intensamente perché è una piazza particolare e si deve vivere dentro per capire cosa prova e cosa trasmette. Dobbiamo invertire la rotta dentro al cuore e capire che Foggia merita di più e va oltre. In alcuni episodi ci sarebbe bisogno di prendere qualche schiaffo morale che fa bene e che farebbe entrare ancora di più nella città.

Ho rivisto la partita per capire cosa migliorare e Cicerelli nei primi 15 minuti del secondo tempo ha calciato due volte in porta. Chiaro è che subire gol negli ultimi 30 secondi destabilizza. Probabilmente lì siamo venuti meno. Avremmo dovuto leggere meglio quella situazione, con gli ultimi 20 minuti in cui il Venezia stava alzando il baricentro. Rubin ha giocato dopo tanto tempo, così come Camporese. Dovevamo avere più lucidità mentale nel capire di poter subire, anche se non in quel modo, quel momento della partita.

L’arma in più per vincere a Livorno serve il cuore, che deve farci andare oltre. È uno scontro diretto a tutti gli effetti a causa della penalizzazione, contro una squadra, una tifoseria ed una piazza importante.

Ai tifosi che hanno fischiato l’allenatore posso dire poco. Viviamo in una piazza importante che ha visto negli ultimi anni tanti risultati e gioco, e capiamo che dopo 6 partite senza vittorie possano contestare. Lo spogliatoio è unito e noi siamo gli unici che possiamo tirarci fuori da questo momento. Qui nessuno è contento, i pareggi vanno bene se seguiti da vittorie. Ci è mancato un po’ di slancio che dovremmo avere e siamo ancora in credito con la fortuna secondo me, anche se a nessuno importa. Manca poco per fare tanto, ma questo poco dipende da noi. Non vogliamo alibi o sentire parlare di allenatore o tizio e caio. Parte solo da noi.

In questo momento per esempio sento critiche a Carraro, ma posso garantire che sta dando il massimo. Purtroppo in questo momento siamo figli soltanto dei risultati, e certamente non siamo contenti.

Parlare di tranquillità in questo momento è difficile. L’entusiasmo però non deve mai mancare nello spogliatoio e lì non c’è una bara, ma una squadra che vuole migliorarsi e dare il massimo. Viviamo e sentiamo le critiche, prendendoci le responsabilità. Molti nello spogliatoio conoscono la piazza e stiamo facendo in modo che tutti capiscano cosa la città ci sta chiedendo.

Oggi dopo pranzo avevo un’ora di buco e ho visto la partita contro l’Entella che facemmo dopo un momento delicato. Era una partita fuori casa ed uno scontro diretto e vidi che c’era un Foggia che aveva sempre voglia di crederci in ogni situazione. Kragl fece un gran gol e ci indirizzò verso la vittoria ed è importante anche la qualità dei singoli. Ci sono calciatori di esperienza che conoscono la piazza ed altri nuovi che ci mettono il massimo in ogni allenamento, e sono aspetti molto positivi che non ci permettono di buttarci giù.

Questo andamento dice che ora non siamo da grande squadra e dobbiamo ancora crescere sia in personalità che in continuità che sono cose fondamentali in questo campionato. I punti persi in casa non vanno mai bene e dispiace del momento proprio perché io so come lavoriamo. Mi piacerebbe che lo vedeste anche voi, ma posso garantire che questo gruppo è importante ed ha voglia.

La grande squadra, come la Juve, ha una mentalità sia da salvezza che da grande squadra. Noi dovremmo cercare di partire a difenderci dagli attaccanti ed attaccare con i difensori. È chiaro che questo si costruisce con risultati ed episodi, che però in questo periodo ci ha condannati. A parte qualche partita e qualche episodio, credo che abbiamo sempre lottato. I pareggi non ci fanno piacere e sappiamo di dover fare di più, però ragionando e senza perdere l’entusiasmo. Capisco che possa essere difficile, ma perdendo la testa non risolviamo nulla. Foggia educa i giocatori come piazza. Io nello spogliatoio faccio poco, perché è la piazza che lo fa.

Il cuore non deve mai mancare, perché senza quello e l’anima saremmo morti. A volte l’eccesso di volontà porta a fare cose sbagliate, ma alla fine premia sempre. Abbiamo tanti giocatori importanti.

Il Foggia deve migliorare, è poco ma sicuro. Abbiamo alternato partite importanti a partite un po’ più scialbe. Momenti della gara più forti ed altri più frenati. Secondo me è solo una questione mentale. Grassadonia per noi non si discute perché lavoriamo tutti i giorni bene, lo sa la società ed il direttore. Sappiamo che è in grado di poter stare a Foggia. Parlo da capitano e da foggiano e non devo difendere nessuno. A volte ho messo il Foggia davanti alla mia famiglia, ma il nostro allenatore ha la massima stima e sappiamo che non dorme la notte e si impegna per farci migliorare e stare nelle condizioni più giuste. La differenza la fa la mentalità e quello che noi in campo esprimiamo. Io penso che anche Guardiola pagherebbe per vincere una partita anche se solo con una papera del portiere avversario.

Il Venezia nelle ultime partite aveva fatto grandi prestazioni, ma contro di noi non l’ho vista. Per gran parte della partita siamo stati secondo me padroni del campo.

Anche se avessimo tutti i punti, comunque diremmo che ce ne mancano alcuni per entrare nei play-off. Sicuramente manca qualcosa, ma non siamo ancora a fine campionato e possiamo giocarci ancora tantissimo. Speriamo qualche punticino ci venga ridato e che possiamo migliorare ancora. Poi dobbiamo migliorare e diventare più cattivi.

Contro il pareggio al 95’ del Venezia dell’anno scorso ero più preoccupato di oggi sinceramente. Il carattere si forma e Foggia è maestra in questa cosa. Io spero di farcela prima di gennaio, poi vedremo se cambierà anche qualcosa durante quel periodo, si vedrà”.


Armando Borrelli