TEAM ANALISI SULL’ ASCOLI CALCIO 1898

scritto da Piero Colangelo
Match Analyst SICS
Osservatore Scout R.O.I.

La classifica dell’Ascoli dopo le prime sei giornate e con una partita in meno giocata, rispecchia più o meno quelle che sono state le previsioni della vigilia sulle potenzialità della squadra marchigiana.
Dopo un inizio deludente caratterizzato dal pareggio casalingo con il Cosenza e la sonora sconfitta di Perugia dove il tecnico Vivarini, aveva schierato una difesa a 3 con Quaranta, Padella e Brosco nel ruolo di centrali e le fasce occupate da Kupisz (90) e D’Elia (89), si è passati ad una difesa a 4 che meglio rispecchia le caratteristiche dei calciatori disponibili in organico. Lo schieramento a 3, alla luce dei fatti, si è dimostrato poco efficace nella fase difensiva, per la evidente difficoltà dei centrocampisti esterni, in primo luogo il polacco Kupisz, di dare adeguata copertura alla linea difensiva .
E nella ricerca di mettere in campo una squadra in grado di fare maggiore interdizione, le scelte a centrocampo sono cadute sull’esperto e tonico Troiano (85), ex bandiera dell’ Entella e sulla rinuncia a Kupisz per far posto a Laverone (89), indubbiamente più propenso alla fase difensiva oltre che bravo a spingere con profitto sulla fascia.
Nel nuovo sistema di gioco disegnato da Vivarini, l’1-4-3-1-2, ha trovato la giusta collocazione Ninkivic (94), il calciatore di maggior tasso tecnico della squadra. Il serbo prelevato a titolo definitivo dal Genova, gioca a ridosso delle punte con libertà di spaziare tra le linee o di occupare spesso la corsia di destra così da trasformare il sistema di gioco, in fase offensiva, in un 4-3-3, con l’esterno alto Rosseti (94) che occupa stabilmente la fascia opposta.
La vittoria rocambolesca con il Lecce ed il pareggio, più convincente, con la Salernitana hanno dato la conferma che la strada del cambio di modulo intrapresa dal tecnico sia quella giusta, anche se al trend va aggiunto il deludente pareggio con la Cremonese, sul cui esito dell’incontro hanno comunque influito le molte assenze che in questo momento la squadra marchigiana patisce.
In ogni caso, in fase di non possesso, la squadra appare molto aggressiva, tentando con una certa frequenza il pressing alto e la riaggressione, per poi eventualmente fare molta densità nella propria metà campo in zona palla cercando spesso l’aggressione forte sul portatore di palla.
Risultano in questo momento fuori per infortunio, l’attaccante di maggior peso, Ardemagni (87), l’esterno di sinistra D’Elia, il difensore centrale Valentini (88) oltre che il giovane play Zeblì (97) ed il portiere Lanni (90).
Assenze importanti , anche perché il sostituto naturale di Ardemagni, Beretta (92) , mostra le solite ataviche pecche in fase realizzativa e Ganz (93), pur avendo mostrato qualche segno di risveglio nella partita con la Cremonese, è ancora lontano da quel calciatore, spietato bomber da area di rigore, dei tempi ormai lontani di Como.
Benchè l’Ascoli, in fase di possesso, tenti di sviluppare il suo gioco attraverso l’attacco indiretto, il giropalla effettuato dalla squadra appare spesso di non eccelsa qualità, non disponendo la squadra di un play di ruolo, Ziblì, come precisato, è infortunato, che detti i tempi di gioco e faccia da punto di riferimento per i compagni. Come centrocampista centrale gioca Troiano che non ha le caratteristiche di regia essendo maggiormente portato alla conduzione della palla che alla trasmissione. Completano il reparto centrale il diligente Cavion (94) ed il promettente Frattesi (99), di proprietà del Sassuolo, pericoloso nell’ inserirsi in area senza palla, hanno vinto la concorrenza di Addae (92) e Casarini (89).
Il gioco offensivo si poggia molto sulla verve e le giocate di Ninkovic che, con il suo movimento, cerca di creare superiorità numerica e trovare la filtrante o il passate per la punta centrale o per Roseti che sistematicamente tende ad accentrarsi per battere a rete.
La difesa è la seconda del campionato per minor numero di reti subite. Perrucchini (91) non fa rimpiangere lanni, e la linea difesa offre ampie garanzia soprattutto nei due centrali, Padella (88) e Brosco (91) , una lunga carriera nel Latina e lo scorso anno a Carpi, mentre sempre pericolose sono le incursioni di Laverone . Assenza pesante è quella di D’Elia. L’ex Bari, scuola Juve, pur non essendo impeccabile in fase di interdizione, è molto propositivo nelle ripartenze, grazie alla sua velocità palla al piede. Difficile individuare chi sarà il suo sostituto non essendoci in rosa calciatori con le sue caratteristiche.


Piero Colangelo