Pescara-Parma 1-4: poker ducale all´Adriatico, delfino allo sbando senza Zeman

E adesso ? A chi scaricare le colpe di questo campionato fallimentare ? Il progetto-Sebastiani, da sempre decantato dal Presidente, si sta rivelando un piano basato sull´improvvisazione e su scopi ben diversi dal risultato prettamente sportivo. Il cambio dell´allenatore è stato, a ragion veduta, un azzardo che il Pescara inizia a pagare a caro prezzo con il rischio reale di un peggioramento della situazione. Squadra senza una logica, priva di qualsiasi cognizione tattica, completamente allo sbando.
Massimo Epifani, catapultato suo malgrado in questa avventura, paga lo scotto del noviziato nonostante la sua buona volontà e la giusta dose di entusiasmo. La sfida fra i due pescaresi in panchina l´ha stravinta D´Aversa con il suo gioco speculare e con la forza di un organico composto da elementi esperti e di categoria. La partita assume subito una brutta piega. Dopo appena dieci minuti il Parma passa in vantaggio con l´ex Calaiò, vecchia volpe dell´area di rigore, che realizza il suo centesimo gol tra i cadetti nello stadio che lo ha consacrato bomber di razza. Restano ottanta minuti per reagire al colpo a freddo e ribaltare il risultato, ma questo Pescara senza anima e corpo è inespressivo per tutta la gara.
Gli emiliani gestiscono il risultato con una tale facilità, a tratti ridicolizzando i nostri che vanno in totale confusione. Il pubblico lo percepisce e fischia sonoramente già dopo la prima mezz´ora di gioco. Prima dell´intervallo da registrare anche una traversa centrata da Lucarelli su palla inattiva. Nella ripresa, fuori Falco per Bunino e altro avvicendamento in avanti tra Capone e Yamga. Anche gli ospiti optano per una sostituzione, risultata poi vincente. Ceravolo prende il posto di Calaiò e realizza il secondo gol con un´azione in contropiede nata in piena area di rigore pescarese. Le immagini televisive sembrano piuttosto eloquenti e la posizione di off side appare ben visibile, ma l´arbitro convalida nonostante le proteste.
La mazzata finale arriva tre minuti più tardi. Siamo al 72° e Gagliolo può agire indisturbato portando la sua squadra sullo 0-3. Partita chiusa con largo anticipo e la rilassatezza giustificata degli emiliani permette a Bunino di spezzare il lungo digiuno degli attaccanti biancazzurri. C´è tempo per il quarto gol ospite con Scavone prima del triplice fischio finale. Il Parma cala il poker, mentre il Pescara cala il sipario. Il primo atto di uno spettacolo indecoroso che molti temono possa replicarsi.


Pescara-Parma 1-4

Marcatori: 10′ Calaiò, 69′ Ceravolo, 72′ Gagliolo, 79′ Bunino, 83′ Scavone

PESCARA CALCIO 1936: Fiorillo (V.Cap.), Crescenzi, Mancuso, Yamga (69′ Capone), Falco (60′ Bunino), Coda, Valzania, Brugman (Cap.), Pettinari (88′ Cappelluzzo), Perrotta, Mazzotta.
A disposizione: Savelloni, Balzano, Fornasier, Cocco, Fiammozzi, Machin, Gravillon, Carraro, Coulibaly.
All.: Epifani

PARMA CALCIO 1913: Frattali, Iacoponi, Lucarelli (Cap.)(76′ Di Cesare), Calaiò (V.Cap.)(68′ Ceravolo), Baraye, Munari, Insigne (85′ Frediani), Gazzola, Gagliolo, Scavone, Dezi.
A disposizione: Nardi, Mazzocchi, Ciciretti, Baraye, Anastasio, Barillà, Di Gaudio, Sierralta.
All.: D’Aversa

Arbitro: Sig. Lorenzo Illuzzi di Molfetta. Assistenti: Sigg. Stefano Bellutti di Trento e Francesco Fiore di Barletta. IV Uomo: Sig. Fabio Natilla di Molfetta.

Note – Calci d’angolo: 3-3. Ammoniti: Valzania (44′), Gazzola (52′), Baraye (65′), Scavone (66′), Perrotta (66′). Recupero: 1’pt, 0’st.
Al 24′ il Parma ha colpito una traversa con Lucarelli.
Prima del fischio di inizio è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Davide Astori, il Capitano dell’Acf Fiorentina prematuramente scomparso sette giorni fa.

fonte: ilpescara.it


Francesco Ricci