Cosenza, il ritorno di Valoti: ‘Progetto solido, ma sulle strutture siamo indietro’

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Il ritorno di Valoti a Cosenza. L’ex centrocampista, oggi dirigente, si è presentato alla stampa dichiarandosi fiducioso per quanto riguarda il cammino del club calabrese. ‘Da calciatore, Cosenza è stata la mia prima esperienza al Sud, all’epoca pensai che sarebbe stato meglio scendere un po’ prima: vorrei poter dire la stessa identica cosa da dirigente. La cosa che mi ha convinto è la realtà, che grazie al Presidente Guarascio sta risorgendo e costruendo qualcosa di solido: spesso e volentieri i castelli di carta sono i più fragili, mentre io apprezzo chiunque cerchi di costruire qualcosa di solido. Si tratta di una società virtuosa, perché le cronache sono piene di queste realtà che, dopo pochi mesi, rischiano di saltare a causa degli stipendi troppo alti. Col Presidente abbiamo deciso di lavorare bene per questi primi sei mesi di concerto, il rinnovo sarà dettato dalle capacità dimostrate. Ora cercheremo di capire la rosa nella sua globalità e di comprenderne le potenzialità.

Il neo d.s. rossoblù fa il punto della situazione sugli impianti e le prime manovre di mercato. ‘Sulle strutture l’impatto non è stato positivo, ricordavo una cura migliore e vedere il Sanvitino – “Del Morgine” in queste condizioni mi dispiace: cercheremo di regolarci di conseguenza ma non ci sposteremo da Cosenza, la squadra deve avere un campo di allenamento adeguato. L’infortunio di Pinna ha lasciato un vuoto, D’Anna e Scalise si sono adattati molto bene ma sono fuori ruolo, ci stiamo guardando intorno. Recuperare i punti? È troppo presto, dobbiamo arrivare bene a marzo/aprile e giocarci il rush finale. In questi anni la LPU ha ripreso qualcosa che aveva perso tempo fa, mentre la Serie B non ha più società che fanno spese folli. Penso che sia scontato concentrarsi tanto sul mercato, ma credo sia giusto anche non mettere in difficoltà la rosa. Ci sono dei giocatori che andranno a scadenza, ma fino al 30 giugno saranno giocatori del Cosenza Calcio e, soprattutto, nessuna società è venuta a bussare alla nostra porta e, qualora fosse un tentativo di destabilizzazione, sappiano che non è facile mettere in discussione questa società. Ogni realtà deve avere il suo abito su misura, a Leffe davamo l’opportunità ad alcuni giocatori di serie inferiori di salire di categoria e farli sbocciare: a Cosenza l’abito giusto, momentaneamente, è concentrarsi sulla prima squadra, anche se il Settore Giovanile ha prodotto un ’99 come Bilotta. L’aspetto caratteriale è fondamentale nel calcio, bisogna partire dal presupposto che bisognerà trovare giocatori capaci da questo punto di vista, ma l’Atalanta è la dimostrazione di come questo furor possa nascere anche da una serie di coincidenze’.

fonte: strill.it


Francesco Ricci